Alle volte aveva l’impressione che l’avessero preso di mira e si divertissero a farlo penare più degli altri. Era un’impressione, certo, ma chi non avrebbe pensato la stessa cosa nella sua situazione?
«Non poteva farlo Ben Bennet?»
Cappie si allontanò un attimo, due spilli in bocca, ad osservarlo con sguardo critico. Sembrava che non l’avesse neppure sentito, mentre afferrava un nastro bianco e lo avvicinava a lui. Sentendosi ignorato, Rusty decise di rifare la domanda, ma venne bloccato prima di poter aprire bocca.
«Non ha il tuo fisico.»
Ottimo, proprio quello di cui aveva bisogno di sentirsi dire.
Osservò Beaver e Wade che discutevano animatamente su qualcosa, armeggiando con parrucche, foulard, un boa arancione e glitterato – che già quello faceva paura da solo – ed infine… trucchi?
«Non vorrete mica truccarmi?»
Era veramente spaventato; quando Cappie gli aveva chiesto una mano non aveva parlato di nulla di simile. Aveva detto di aver bisogno di un modello per un capo che dovevano preparare per la sfilata delle sorellanze e lui, senza fiatare, aveva acconsentito alla cosa - non che se avesse esposto qualche obiezione sarebbe andata diversamente. Tuttavia, iniziava ad essere un po’ spaventato in quel momento.
«L’hai mai vista una modella struccata?»
«No, ma pensavo che… Non è che questo vestito lo deve indossare una… donna?»
Era il tempo delle obiezioni: loro erano una fratellanza, non una sorellanza.
«Certo» affermò Beaver avvicinandosi a loro. «Il modello primavera-estate di quest’anno verrà indossato da Rustyna.»
Il ragazzo piazzò una parrucca rossa in testa al confratello, ma rimase schifato osservando l’effetto. Anche Cappie non sembrava contento, probabilmente avrebbe cambiato idea sull’usarlo come modella.
«Quei capelli rossi fanno a pugni con l’abito arancione.»
«Lo dicevo io che era meglio far sfilare la signorina Cartwright!»
Wade tolse di testa a Rusty la parrucca rossa e gliene infilò un’altra bionda. I tre ragazzi si allontanarono da lui, ma non parvero molto convinti della cosa. Cappie più di tutti sembrava terribilmente sconvolto da quella visione.
«Vi prego, no. Non potrei più guardare Casey in un certo modo.»
«Potrebbe farti bene» obiettò Rusty mettendo il broncio.
«Non sono ancora pronto a sostituire tua sorella con te nei miei sogni: spero potrai perdonarmi, ma non sei il mio tipo.»
Cappie afferrò l’ultima parrucca rimasta e la sostituì con quella bionda: sembrava finalmente soddisfatto dell’effetto, anche se quei capelli verdi non convincevano appieno Rusty.
«Bene, ed ecco a voi Sputina! Altre domande cara?»
«Noi non siamo una sorellanza.»
«Certo che sì! Siamo i Kappa Delta Tau!» esclamò Cappie con sguardo sognante. «Ho sempre desiderato che la mia sorella maggiore mi scegliesse come modella per la sfilata. Devi ritenerti fortunato che io ti abbia dato questa opportunità.»
«Davvero?»
«Certo che no! Così come noi in realtà non siamo una vera sorellanza» ribatté Cappie, riprendendo a trafficare con la stoffa dell’abito e l’ago.
«Dite che se volessi farmi la mia sorella maggiore sarebbe incestuoso?» domandò Beaver afferrando un tubetto di smalto arancione e iniziando a metterlo ad un riluttante Rusty.
«Ti dico di no solo se mi prometti che non vuoi farti uno dei tuoi fratelli.»
«Ah, no. Che schifo!»
I tre ragazzi continuarono a trafficare per un’altra ora attorno al povero Rusty, che ormai non sapeva più come evitarlo: trucchi, boa glitterati, quell’orribile abito arancione. E poi quella parrucca verde! Non sapeva se avrebbe potuto accettare di farsi vedere in quel modo in pubblico, rimaneva pur sempre uno studente di ingegneria, aveva una dignità da difendere.
«Bene, il capolavoro è completato.»
Rusty scese dalla sedia e stava per avviarsi verso lo specchio, quando Beaver lo fermò. Aveva una strana espressione; per un attimo pensò che il ragazzo avesse avuto compassione di lui e avesse deciso di non fargli indossare più quella robaccia arancione che Cappie voleva spacciare per alta moda, ma quando gli porse un paio di stivali arancioni, con un tacco spropositato, ogni sua speranza di cavarsela da quella situazione venne meno.
«Hai dimenticato queste.»
Sconsolato Rusty indossò le scarpe e traballante si alzò in piedi. Malamente, in qualche modo, si avvicinò all’ingresso e si rimirò nella finestra, osservando quegli occhi truccati in modo abominevole, per non parlare del rossetto che lo faceva sembrare una battona ubriaca incapace di truccarsi. Si toccò la parrucca verde, incapace di pensare che i ragazzi l’avrebbero mai scambiato per una ragazza vera e si passò una mano sulla gonna che Cappie aveva cucito in modo artistico, con uno spacco che non riusciva neppure a coprirgli i boxer.
«Ovviamente indosserai della biancheria intima più appropriata» disse Cappie avvicinandosi a lui da dietro, afferrandolo per il petto. «E dovrai riempire il davanzale, perché la mia creazione è per ragazze prosperose. Sputina, madre natura non è stata proprio generosa con te.»
Rusty sospirò, guardandosi riflesso nella finestra, con Cappie che dietro di lui lo osservava soddisfatto, mentre Wade e Beaver con il capo gli facevano presente di essere altrettanto contenti. Per l’ennesima volta si domandò perché stesse facendo tutto quello.
Per i Kappa Tau, perché ne sarebbe valsa davvero la pena.
Fine